Brescia, carcere in fiamme: detenuti in rivolta, poliziotto ferito! La struttura è una polveriera
Sommossa tra detenuti provoca la ferita di un agente e riapre il dibattito sulle condizioni della struttura di Canton Mombello.

Momenti di alta tensione al carcere Nerio Fischione di Brescia tra domenica 12 e lunedì 13 luglio 2026, quando un gruppo di detenuti ha appiccato il fuoco a materassi e suppellettili, scatenando poi una rissa che ha coinvolto anche gli agenti di polizia penitenziaria. Un agente è rimasto ferito agli arti inferiori e ha dovuto essere trasportato in ospedale, dove si è reso necessario un intervento chirurgico. Il sindacato Sinappe ha denunciato i fatti, indicando che i quattro detenuti protagonisti dei disordini sarebbero di nazionalità straniera e già noti alle forze dell'ordine per episodi simili. Il Sinappe ha richiesto l'immediato trasferimento dei responsabili. La vicenda ha riacceso il dibattito sulle condizioni della struttura. Calogero Lo Presti, segretario regionale aggiunto dell'Uspp, ha richiamato l'attenzione sui lavori di ristrutturazione annunciati da oltre due anni ma mai avviati, evidenziando come il sovraffollamento – oltre 370 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 182 posti – unito alle alte temperature e alle carenze strutturali, renda il carcere di Brescia una vera e propria "polveriera". Lo Presti ha esortato l'Amministrazione Penitenziaria a intervenire con urgenza, avviando i lavori di ristrutturazione o valutando la costruzione di nuovi padiglioni o di un istituto penitenziario adeguato. Giuseppe Moretti, presidente dell'Uspp, ha infine sottolineato la necessità di garantire la sicurezza del personale attraverso una revisione delle piante organiche e l'adozione di strumenti di servizio moderni ed efficaci.
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