Zecca, il morso che ha stroncato la 76enne che lavorava nei campi: malata per 30 giorni dopo l'encefalite
Giovanna Sommavilla, 76 anni, non ce l'ha fatta dopo un mese di agonia: fatale l'encefalite trasmessa da una zecca.

Da un morso di zecca, apparentemente innocuo, fino alla morte: la tragica storia di Giovanna Sommavilla, 76 anni, conosciuta da tutti come "Giana", si è conclusa ieri dopo un mese di sofferenze. La donna, originaria di Moena ma residente a Ziano di Fiemme, era stata morsa l'8 giugno mentre si trovava nei prati vicino a casa.
Trasportata d'urgenza all'ospedale di Cavalese, le sue condizioni sono apparse subito critiche. Nonostante la profilassi e il successivo trasferimento in elicottero all'ospedale Santa Chiara di Trento il 20 giugno, l'encefalite trasmessa dal morso ha continuato la sua inesorabile progressione, portando al decesso a causa dei danni cerebrali irreversibili.
La notizia ha destato profondo cordoglio nelle valli ladine, dove Giana era una figura molto amata. Per 30 anni era stata una presenza fondamentale nella Compagnia degli Schützen di Fassa, dove era "Marketenderin", un ruolo che aveva ricoperto con passione e dedizione, diventando un punto di riferimento per le nuove generazioni. "Ci ha fatto scuola", la ricordano commossi i commilitoni.
La scomparsa di Giovanna Sommavilla riaccende i riflettori sulla Tbe, l'encefalite virale da zecca. Una malattia che, pur assomigliando inizialmente a un'influenza, può evolvere in forme gravi come meningite ed encefalite. I casi registrati in Italia sono in aumento, con una media di quasi 11 casi all'anno tra il 2000 e il 2023, ma con un trend recente di raddoppio. Esiste un vaccino raccomandato per chi svolge attività all'aria aperta, una misura preventiva che, purtroppo, non è stata sufficiente in questo caso.
Giovanna Sommavilla, prima di spegnersi, aveva compiuto un ultimo gesto di generosità, disponendo la donazione degli organi. I funerali saranno celebrati lunedì nella chiesa parrocchiale di Moena.
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