Brescia, testa di maiale contro il centro islamico di via Camozzi: indagini in corso per identificare i responsabili
Un inquietante ritrovamento in via Camozzi scuote la città: indagini in corso e un coro di condanne trasversali. Evergreen.

La mattina dell'8 luglio 2026, una testa di maiale mozzata è stata ritrovata appesa al portone d'ingresso dell'edificio di via Camozzi 55, destinato ad ospitare la futura sede dell'associazione islamica Al Ummah e del centro culturale islamico. L'associazione intende trasferire qui la sua sede attuale di via Croce, operazione per cui è stato concesso il cambio di destinazione d'uso dell'immobile a fine 2025.
L'episodio non è un atto isolato. Già nel dicembre precedente, i muri esterni dell'edificio erano stati imbrattati con le scritte "No moschea" e "Remigrazione". Successivamente, a febbraio, erano comparsi cartelli che associavano il futuro centro culturale al terrorismo. A primavera, l'associazione "Brescia ai bresciani" aveva organizzato un'assemblea pubblica sul tema, definita "una moschea in ogni quartiere", suscitando polemiche e portando il Comune a negare la concessione di una sala per l'iniziativa.
Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine: una Volante della Polizia, la Digos e la Scientifica hanno avviato le indagini per identificare i responsabili.
L'episodio ha suscitato una ferma condanna da parte di diverse forze politiche. Il Partito Democratico, tramite il capogruppo Roberto Omodei e la vice segretaria Giulia Zambolin, ha sottolineato come "Brescia è una città che non accetta l’intolleranza e l’odio religioso" e ha invitato "tutte le forze politiche che si riconoscono nella Costituzione" a fare altrettanto, condannando il gesto e invitando a non snaturare l'identità cittadina basata sulla convivenza e l'integrazione.
I Consiglieri comunali dei Gruppi consiliari di Centrodestra in Loggia hanno definito il gesto "grave" e meritevole di una condanna "netta, unanime e senza alcuna ambiguità", invitando Brescia a "respingere ogni forma di odio, senza doppi standard" e criticando eventuali "reazioni selettive, silenzi imbarazzati o quel doppiopesismo che troppo spesso porta a indignarsi solo quando l’odio colpisce una determinata comunità". Hanno inoltre richiamato episodi precedenti di antisemitismo, auspicando una condanna corale e trasversale.
I Consiglieri comunali dei Gruppi consiliari della Lista Civica Castelletti Sindaco e Azione Brescia hanno parlato di "gesto ignobile e inaccettabile, finalizzato ad alimentare odio, paura e un clima di islamofobia", affermando che "la politica e le istituzioni hanno il dovere di respingere ogni forma di intimidazione e discriminazione fondata sull’appartenenza religiosa".
Nonostante gli episodi intimidatori, i presidenti dei Consigli di quartiere di Sant'Eustachio e Porta Milano, Aldo Pollonio e Paolo Campi, hanno riferito che il territorio non vive un clima di particolare tensione. Hanno evidenziato come le polemiche spesso nascano da una percezione non corretta dei fatti, sottolineando che si tratta di un centro culturale già presente in città da vent'anni che cambia semplicemente sede. Hanno ribadito la possibilità di convivenza, citando l'esempio del centro culturale Sikh nel quartiere Porta Milano. Entrambi hanno definito gli episodi intimidatori "gesti deprecabili e discriminatori", riconducibili a singoli e non al sentimento prevalente del quartiere. Le indagini proseguono per fare piena luce sull'accaduto.
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