Torre crollata alle Vele: assolti i professionisti imputati, il mistero sulle cause persiste
Dieci anni dopo il boato che fece tremare il parco acquatico, la giustizia archivia il caso: nessuna colpa per progettista, costruttore e tecnico. Statue di cemento e imbrigliature di metallo non sono bastati a reggere il peso del tempo e delle modifiche, ma le responsabilità restano ignote.

Un boato improvviso squarciò la quiete del parco acquatico Le Vele di San Gervasio Bresciano il pomeriggio dell'8 agosto 2016. Poco dopo le 14, una torretta di circa dodici metri, che ospitava una suite, bagni e uno dei sei bar del parco, crollò su se stessa, riversando macerie nell'area antistante due attrazioni. Miracolosamente, nonostante il parco fosse affollato per la settimana di Ferragosto, non si registrarono né vittime né feriti.
A quasi dieci anni di distanza da quel drammatico evento, la giustizia ha emesso la sua sentenza: tutti gli imputati sono stati assolti. Il giudice Mauroernesto Macca ha prosciolto Mauro Mancini, progettista e direttore dei lavori eseguiti nel 2007, Ezio Stagnoli, titolare dell'impresa incaricata delle opere, e Fabio Merici, il tecnico che aveva rilasciato il certificato di idoneità statica. I tre erano accusati di disastro colposo in concorso.
La decisione giunge dopo una lunga e complessa vicenda giudiziaria. Già in udienza preliminare era stata prosciolta Roberta Cremaschini, direttrice dei lavori di una variante del 2010. L'assoluzione dei restanti imputati è stata richiesta dalla stessa Procura, con il PM Caty Bressanelli che ha sostenuto come il crollo non potesse essere attribuito oltre ogni ragionevole dubbio alle condotte contestate.
Il quadro emerso in dibattimento ha infatti evidenziato come il cedimento della struttura, costruita meno di dieci anni prima dell'incidente, non potesse essere ricondotto con certezza a un'unica condotta. A pesare potrebbero essere stati diversi fattori, tra cui errori nei calcoli strutturali e interventi successivi sull'edificio (nel 2010 e 2012 per la realizzazione di un nuovo bar e nuove stanze) che ne hanno aggravato la statica in modo rilevante. Non è stato possibile stabilire con certezza se l'utilizzo di materiali diversi avrebbe evitato il crollo, né attribuire la responsabilità esclusiva ai professionisti imputati.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. La difesa ha sottolineato come la vicenda, definita "molto complessa dal punto di vista tecnico", potesse concludersi già in sede preliminare, evitando un processo durato quasi un decennio. Nonostante le polemiche e le richieste di maggiori controlli sulle strutture dell'epoca, il parco acquatico Le Vele ha ripreso regolarmente la sua attività e continua a essere un punto di riferimento per l'estate nel Nord Italia.
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