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Brescia mercoledì 15 luglio 2026

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Incredibile sul Garda: petizione per fermare il motoscafo che ha ucciso Greta e Umberto!

La mobilitazione online dopo la revoca della confisca del motoscafo che nel 2021 travolse la giovane coppia: "È un'offesa alla loro memoria".

Chiara Bonomi

Illustrazione a corredo: Incredibile sul Garda: petizione per fermare il motoscafo che ha ucciso Greta e Umberto!

Una ferita ancora aperta, un dolore che si riaccende con una decisione che ha dell'incredibile. Il motoscafo Riva che nella tragica notte tra il 19 e il 20 giugno 2021 travolse e uccise sul Lago di Garda Greta Nedrotti, 25 anni, e Umberto Garzarella, 36 anni, potrebbe tornare a navigare. La Corte d’Appello di Brescia ha infatti revocato la confisca del potente natante, e la sola idea che possa tornare in acqua ha scatenato la reazione della comunità, che ora si affida a una petizione online per dire no.

L'iniziativa, lanciata sulla piattaforma Change.org, ha un obiettivo chiarissimo: "Fermare il ritorno del motoscafo della tragedia sul lago di Garda". Il testo dell'appello è un pugno nello stomaco e riflette lo sdegno e il dolore non solo dei familiari, ma di tutti coloro che sono rimasti segnati da quella notte. "Quel motoscafo è diventato il simbolo di una tragedia inaccettabile per tutti noi, una ferita aperta nel cuore delle loro famiglie e della nostra comunità – si legge nella petizione –. La possibilità che torni a solcare le acque del nostro amato lago rappresenta un dolore insopportabile e un’offesa alla memoria di Greta e Umberto".

La decisione della Corte e il percorso giudiziario

La clamorosa novità arriva al termine di un complesso iter giudiziario. Lo scorso 7 luglio, la Corte d’Appello di Brescia ha accolto il ricorso presentato dalla difesa di Christian Teismann, il proprietario tedesco del motoscafo, annullando la confisca. La vicenda era tornata in aula dopo che la Cassazione aveva chiesto ai giudici bresciani di motivare in modo più approfondito il mantenimento del sequestro.

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Nel gennaio 2026 era stata disposta una nuova perizia, affidata all’esperto marittimo Davide Zerbinati. Durante il processo è stato confermato il diritto dei genitori di Greta, Nadia Stagnoli e Raffaele Nedrotti, a partecipare come parti offese. Tra i punti da chiarire c'era il ruolo della mancata omologazione delle luci di navigazione del Riva, ma secondo quanto emerso, questo aspetto non è stato ritenuto una causa determinante dell'incidente.

L'appello: "Giustizia per Greta e Umberto"

Ora, al pensiero che quel Riva Aquarama possa essere rimesso in funzione, la petizione si fa portavoce di una richiesta di giustizia e rispetto. "Chiediamo alle autorità competenti di bloccare qualsiasi tentativo di rimettere in circolazione o utilizzare nuovamente quel mezzo", prosegue l'appello, che invita a trovare modi alternativi per onorare la memoria dei due ragazzi, come migliorare le norme sulla sicurezza, avviare campagne di sensibilizzazione o creare monumenti commemorativi.

"Non possiamo portare indietro il tempo, ma possiamo fare in modo che il loro sacrificio non sia stato vano", concludono i promotori, chiedendo una firma per "garantire che il ricordo di Greta e Umberto venga rispettato e onorato nel modo più adeguato". Un modo per trasformare il dolore in un'azione concreta, per la sicurezza di tutti e per la memoria di due vite spezzate troppo presto.

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