Salta al contenuto

Brescia mercoledì 15 luglio 2026

Economia

Oktoberfest da 3.000 posti a Brescia, la festa che fa tremare i baristi: 'Una minaccia per noi!'

L'associazione di categoria contro il maxi-evento a San Polo: 'Drena i consumi e danneggia chi lavora tutto l'anno'. Chiesta una nuova regolamentazione.

Marco Bertolini

Illustrazione a corredo: Oktoberfest da 3.000 posti a Brescia, la festa che fa tremare i baristi: 'Una minaccia per noi!'

Una gigantesca cattedrale della birra da oltre tremila posti sta per sbarcare a San Polo, promettendo divertimento e fiumi di birra dal 12 al 27 settembre. Ma dietro i preparativi per il grande Oktoberfest bresciano, si agita una polemica che minaccia di rovinare la festa: è la voce dei commercianti locali, che vedono nell'evento una minaccia insostenibile per le loro attività.

A lanciare l'allarme è Confesercenti Lombardia Orientale, che denuncia l'impatto devastante che un colosso temporaneo potrebbe avere sul tessuto economico della città. «Non siamo contrari agli eventi, ma quando un'iniziativa di questa portata incide in modo così diretto sul mercato, è doveroso valutarne gli effetti», spiega Andrea Maggioni, vicepresidente vicario dell'associazione.

Un Colosso contro Piccole Imprese

Il punto è semplice e drammatico: mentre un'organizzazione esterna capitalizza su sedici giorni di festa, decine di bar, pub e ristoranti bresciani rischiano di vedere i loro incassi prosciugati. Questi ultimi, sottolinea Confesercenti, sostengono costi fissi per dodici mesi all’anno: affitti, stipendi, tasse, bollette e una burocrazia asfissiante. L'Oktoberfest, concentrando migliaia di persone e consumi, rischia di drenare risorse vitali proprio da chi "tiene aperto e vivo il territorio ogni giorno", come afferma Emilio Zanola, presidente di Fiepet Confesercenti.

Pubblicità

Quotidiano Bresciano

La situazione è aggravata da un contesto già difficile. Il settore della somministrazione sta attraversando una fase di consumi al ribasso, complici il caro vita e le nuove abitudini post-pandemia. L'arrivo di una "sagra gigante" è visto come il colpo di grazia per molti.

La Proposta: una Festa per Tutta la Città

Ma Confesercenti non si limita a protestare. L'associazione lancia una proposta alternativa che suona come un appello alla ragionevolezza. «Se l’obiettivo è creare un grande momento di festa per la città – osserva Maggioni – perché non coinvolgere direttamente i pub, le birrerie e i ristoranti bresciani?». L'idea è quella di un evento diffuso, che distribuisca il valore economico su decine di imprese locali, trasformando la festa di pochi in un'opportunità per molti e mantenendo la ricchezza sul territorio.

Nel mirino finisce anche l'amministrazione comunale. Le recenti dichiarazioni dell’assessore al Commercio Andrea Poli, relative alla possibile creazione di un’area stabile per i grandi eventi, allarmano ulteriormente l'associazione, che denuncia la totale assenza di un confronto preventivo. L'appello finale è quindi un richiamo urgente a sedersi a un tavolo: sì ai grandi eventi, ma solo se non diventano una sentenza per chi a Brescia investe, lavora e crea occupazione 365 giorni all'anno.

Leggi anche

CAPITALE CULTURA
CAPITALE CULTURA