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Brescia mercoledì 15 luglio 2026

Hinterland

Auto truccate, l'incubo dei raduni illegali unisce tre province: "Basta, vanno fermati!"

Province lombarde e venete in campo contro le "notti illegali" con auto elaborate. Moraschini: "Bisogna agire senza se e senza ma".

Paolo Gritti

Illustrazione a corredo: Auto truccate, l'incubo dei raduni illegali unisce tre province: "Basta, vanno fermati!"

Le province di Verona, Brescia e Mantova uniscono le forze per contrastare i raduni clandestini di auto truccate, fenomeno sempre più diffuso e pericoloso. L'iniziativa, che vede il sostegno anche della Regione Veneto, mira a fermare le cosiddette "notti illegali" che richiamano giovani da tutta Europa, come accaduto di recente con il "Gardasee Illegal Night", non autorizzato e distinto dal "So.Ga." di Monzambano.

I presidenti delle tre province, Flavio Pasini (Verona), Emanuele Moraschini (Brescia) e Carlo Bottani (Mantova), hanno annunciato una strategia comune, sottolineando l'urgenza di fornire strumenti normativi più efficaci per prevenire e reprimere questi eventi. "Quelle che vedete sono immagini di attentati alla pubblica sicurezza, non di competizioni sportive", ha dichiarato Alberto Stefani, presidente del Veneto, mostrando sui social immagini dei raduni illegali, definiti "vergognosi" in un periodo in cui la regione piange vittime della strada.

La collaborazione interprovinciale, promossa dal presidente veronese Pasini, punta a preservare l'immagine dei territori, spesso teatro involontario di queste manifestazioni in piena stagione turistica. "Siamo chiamati ogni giorno a rispettare procedure rigorose per garantire la sicurezza, e poi ci troviamo davanti a questi comportamenti sprezzanti delle norme del Codice della Strada e ad altissimo rischio per residenti e turisti", ha aggiunto Pasini, elogiando il lavoro delle forze dell'ordine e dichiarandosi disponibile a coordinare iniziative a livello nazionale.

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Emanuele Moraschini, presidente della Provincia di Brescia, ha ribadito la priorità della sicurezza stradale per il suo ente, ricordando l'elevato tasso di incidentalità già presente sul territorio. "Creare situazioni di pericolo organizzando gare prive di qualsiasi fondamento di sicurezza mi sembra da irresponsabili", ha affermato Moraschini, definendo gli eventi illegali come violazioni del Codice della Strada e del buon senso che "vanno fermati, senza 'se' e senza 'ma'". Le strade, ha sottolineato, non sono luoghi deputati per le competizioni, e l'azione delle forze dell'ordine deve essere solo l'inizio di un'azione congiunta e strutturata per evitare l'irreparabile e promuovere la legalità come sinonimo di sicurezza.

La Provincia di Brescia si dichiara "aperta a un confronto immediato" con le altre province e istituzioni competenti per risolvere celermente questo "fenomeno a dir poco preoccupante e inaccettabile". Anche la Provincia di Mantova, tramite il presidente Bottani, si mostra disponibile a collaborare con il presidente Pasini per iniziative comuni. La strategia mira a unire le forze istituzionali per contrastare efficacemente la piaga dei raduni clandestini, che mettono a repentaglio la sicurezza pubblica e danneggiano l'immagine dei territori coinvolti.

I raduni illegali, come evidenziato da Bresciaoggi, continuano a rappresentare un problema serio, con centinaia di partecipanti e numerose multe e sequestri di veicoli durante i blitz delle forze dell'ordine. Nonostante gli interventi, il fenomeno persiste, alimentato da un'utenza che cerca "adrenalina, velocità e consapevolezza di domare un mezzo potente". Le autorità intendono ora intensificare gli sforzi attraverso un'azione coordinata, nella speranza di arginare definitivamente queste manifestazioni pericolose.

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