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Brescia mercoledì 15 luglio 2026

Hinterland

Svelato il mistero del data center di Travagliato: non 300MW, ma la vera cifra e il costo miliardario fanno discutere!

La società East Gate chiarisce la potenza a 120MW, ma il progetto resta enorme, con un investimento da oltre un miliardo e forti preoccupazioni ambientali.

Paolo Gritti

Illustrazione a corredo: Svelato il mistero del data center di Travagliato: non 300MW, ma la vera cifra e il costo miliardario fanno discutere!

Un gigantesco data center, descritto inizialmente come un "mega bunker" da 300 megawatt, sta per sorgere a Travagliato, al confine con Castegnato, ma le reali dimensioni del progetto, sebbene ridimensionate, non placano le polemiche. A fare chiarezza è Filippo Signoroni, presidente di East Gate Srl, la società che sta sviluppando l'operazione: la potenza effettiva sarà di circa 120 MW, e non 300. Una cifra richiesta inizialmente solo per assicurarsi un'infrastruttura elettrica adeguata, ma che non sminuisce la portata dell'opera: si tratterebbe comunque di un impianto di dimensioni colossali, doppio rispetto al più grande data center d'Italia, quello di Aruba a Ponte San Pietro.

L'investimento previsto, secondo le ultime indiscrezioni, supera il miliardo di euro, una cifra enormemente superiore ai 3-5 milioni di cui si era parlato all'inizio. Il progetto sorgerà su 45mila metri quadrati già acquistati da East Gate, in un'area a destinazione produttiva, e prevede anche una fascia di mitigazione verde di 30mila metri quadri. Ma a tenere banco sono le incognite: chi sarà il partner industriale che utilizzerà l'hub? Signoroni parla di un "importante dialogo con un soggetto industriale mondiale", ma il nome resta top secret.

Le preoccupazioni per l'ambiente

L'enorme fabbisogno energetico richiederà la costruzione di nuove linee ad altissima tensione, tanto che la Provincia ha già avviato le procedure per la "dichiarazione di pubblica utilità" e il "vincolo preordinato all'esproprio" sui terreni, probabilmente agricoli, necessari al passaggio dei cavi. Ma non è solo la fame di elettricità a preoccupare. I sistemi di raffreddamento dei server generano un calore enorme, con studi che ipotizzano un innalzamento della temperatura media locale fino a 2 gradi, e consumano milioni di litri d'acqua, entrando in potenziale conflitto con l'uso civile e agricolo, specialmente in periodi di siccità. A questo si aggiungono il consumo di suolo e l'inquinamento acustico prodotto dal ronzio continuo degli impianti.

Contro il progetto si è già schierato il Circolo Legambiente Franciacorta. "Siamo preoccupati, un impianto di questo tipo rischia di provocare problemi ambientali in una zona già critica", ha affermato il presidente Silvio Parzanini, annunciando richieste di verifiche e il sostegno alla mobilitazione dei cittadini. La partita è quindi apertissima: tra autorizzazioni ambientali e accordi commerciali, il futuro del maxi data center di Travagliato è ancora tutto da scrivere.

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