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Politica

Rette Rsa fino a 5.400 euro al mese: il piano del Pd che il Pirellone ha bocciato

Cominelli e Casati: «Dieci proposte da 65 milioni l'anno, ci riproviamo in bilancio»

Paolo Gritti

Illustrazione a corredo: Rette Rsa fino a 5.400 euro al mese: il piano del Pd che il Pirellone ha bocciato

Bastano tre numeri per fotografare l'emergenza: 293.432 over 65 in provincia di Brescia, un indice di vecchiaia schizzato da 121 a 184 anziani ogni 100 ragazzi in vent'anni, e rette nelle Rsa private che toccano 5.400 euro al mese. Il Partito Democratico ha messo nero su bianco dieci proposte per affrontare la crisi. La Regione Lombardia, per ora, le ha bocciate tutte.

Il piano da 65 milioni

I consiglieri regionali Miriam Cominelli e Davide Casati, insieme al segretario provinciale Pd Michele Zanardi, hanno presentato un pacchetto che costa 65 milioni di euro all'anno per tre anni — lo 0,2% del bilancio regionale. «Cifre sostenibili», assicura Casati.

La mozione chiede di aumentare del 5% i posti letto ordinari e del 10% quelli dedicati all'Alzheimer nel triennio 2026-2028. In Lombardia i posti autorizzati sono 57 mila, con un tasso di saturazione oltre il 98%. Quelli specifici per Alzheimer sono solo 460, a fronte di un 44% di ospiti affetti da demenza e un 61% con grave decadenza cognitiva.

Rete: 50 euro al giorno nel pubblico, 180 nel privato

Il costo medio nelle strutture contrattualizzate è di 50 euro al giorno, che diventano 180 nelle private. Tradotto: le famiglie bresciane pagano da un minimo di 2.000 a un massimo di 5.400 euro ogni mese. Negli ultimi quattro anni le rette sono aumentate in media del 16% a livello regionale.

Il Pd propone un aumento annuale del 5% del rimborso che la Regione versa alle case di riposo, per contenere le rette ed evitare nuovi rincari. «Dal 2010 non viene più fatta la programmazione pluriennale dei posti in base al trend demografico», accusa Casati, ricordando che entro il 2035 gli over 80 cresceranno del 41%.

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Alzheimer, la bomba delle sentenze

A fine maggio cinque pronunciamenti della Corte di Cassazione hanno stabilito che le rette per pazienti con malattie neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson) devono essere a carico del Servizio sanitario nazionale. Una vittoria per le famiglie, ma un problema enorme per la sostenibilità del sistema: si parla del 40% del totale degli ospiti.

Il Pd ha chiesto per tre volte di stanziare 5 milioni di euro all'anno per i casi più gravi. L'assessore Guido Bertolaso ha sempre detto no, salvo promettere un intervento a settembre se lo Stato non si muoverà. «I contenziosi aumentano e le case di riposo, per il 70% gestite da enti del Terzo settore, sono sempre più in difficoltà», avverte Casati.

Standard fermi al 2000

Un'altra crepa nel sistema: i criteri di accreditamento delle Rsa sono fermi a oltre vent'anni fa. La Regione eroga fondi per 901 minuti di assistenza settimanali, ma la media effettiva erogata è di 1.200 minuti, perché gli ospiti sono sempre più compromessi. Risultato: chi vuole risparmiare abbassa la qualità, chi mantiene standard alti è costretto ad alzare le rette. Il Pd chiede di rivedere tutti i criteri entro fine legislatura. La giunta ha risposto con un tavolo tecnico.

Nel pacchetto c'è anche il ripristino dei Frisl (Fondo ricostruzione infrastrutture sociali Lombardia), mutui a tasso zero per adeguare le strutture, una legge sulla premialità per le Rsa non profit (bocciata con la motivazione che «si valuta la prestazione, non chi la eroga») e il geriatra di comunità, figura approvata con risoluzione bipartisan il 30 giugno scorso.

La controffensiva in bilancio

Tutte le proposte sono state respinte dalla maggioranza di centrodestra in Regione. «Le riproporremo nella prossima sessione di bilancio», annunciano Cominelli e Casati. Zanardi allarga lo sguardo: «La demografia non è un destino ma è politica. Dobbiamo superare il concetto di politiche di non autosufficienza e guardare a politiche della longevità». E denuncia: «Dove non arrivano le famiglie nel pagamento delle rette, arrivano i Comuni. La Regione sta scaricando il costo sugli enti locali».

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