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Politica

Meloni va sotto in Aula: cosa nasconde il voto che spacca la maggioranza?

Oltre 30 franchi tiratori affondano l'emendamento sulle preferenze, riaprendo lo scenario di un'alleanza FdI-Vannacci

Paolo Gritti

Illustrazione a corredo: Meloni va sotto in Aula: cosa nasconde il voto che spacca la maggioranza?

Trentotto franchi tiratori, un voto di scarto, e un governo che scopre di non avere più i numeri contati. È quanto accaduto martedì alla Camera, dove l'emendamento sulle preferenze presentato personalmente dalla premier Giorgia Meloni non ha retto allo scrutinio segreto.

Il risultato finale è stato di 188 voti contrari contro 187 favorevoli: un solo voto di differenza che ha ribaltato le attese, dal momento che Forza Italia e Lega avevano annunciato in mattinata il proprio sostegno alla proposta targata FdI. A far pendere l'ago della balanza sarebbero stati i voti dei deputati vicini a Roberto Vannacci e di Italia Viva, favorevoli invece alle preferenze.

Il secondo scivolone

Il caos non si è fermato al martedì. Mercoledì l'Aula ha bocciato anche l'emendamento presentato dai vannacciani sulle preferenze, per il quale il relatore di Fratelli d'Italia si era rimesso alla decisione dell'Aula. Il verdetto: 233 contrari e 139 favorevoli, con FdI spaccata al proprio interno e Forza Italia compatta sul no.

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Durante la seduta, i deputati di Futuro Nazionale hanno protestato in Aula gridando "vergogna" ed esponendo cartelli con la scritta "Partiti padroni? No! Cittadini sovrani", in polemica con la gestione della legge elettorale da parte della maggioranza.

Le reazioni delle opposizioni

Le forze del cosiddetto campo largo hanno accolto con favore l'esito del voto, definendo il governo "in crisi" e chiedendo una riunione dei capigruppo. Dalle opposizioni si è parlato apertamente dei "movimenti interni alla destra di governo" e dell'ipotesi di una nuova alleanza tra Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale di Vannacci, uno scenario che modificherebbe gli equilibri della maggioranza e, di conseguenza, il numero dei franchi tiratori nelle prossime votazioni parlamentari.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali di Palazzo Chigi sull'episodio, mentre il dibattito parlamentare sulla legge elettorale prosegue nelle prossime sedute d'Aula.

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