A 71 anni cammina per due mesi per la pace: l'incredibile storia di Angelo Scaroni
Partito da Castenedolo, ha raggiunto Santa Maria di Leuca dopo un viaggio solitario di 60 giorni, portando un messaggio di fratellanza e incontro.

Cosa spinge un uomo di 71 anni a mettersi uno zaino in spalla e a camminare per due mesi, da solo? Non una sfida sportiva, ma un sogno grande: la pace. È l'incredibile storia di Angelo Scaroni, cittadino di Castenedolo, che ha trasformato una scelta personale in un messaggio che parla a tutti.
Per sessanta giorni, Scaroni ha attraversato l'Italia, affrontando le difficoltà che un viaggio del genere comporta: la fatica, le vesciche, il silenzio e la solitudine. Ogni mattina, però, la sua scelta è stata sempre la stessa: ripartire, un passo dopo l'altro. Un gesto semplice ma potentissimo, simbolo della sua convinzione che i percorsi più importanti, compreso quello verso la pace, iniziano sempre con un piccolo passo.
Un arrivo dal valore simbolico
Il viaggio si è concluso a Santa Maria di Leuca, in Puglia, un punto d'arrivo scelto non a caso. Scaroni ha voluto terminare il suo cammino davanti alla tomba di don Tonino Bello, il vescovo salentino da sempre considerato un faro sui temi della pace, della fraternità e dell'accoglienza. Una scelta che ha dato un senso ancora più profondo alla sua impresa, unendo la fatica fisica a un ideale spirituale.
L'impresa di Angelo Scaroni non è stata solo un test di resistenza, ma un atto concreto per dimostrare che la pace si costruisce uscendo dalle proprie abitudini, andando incontro agli altri e superando le barriere del pregiudizio.
Un messaggio per la comunità
Il cammino di Scaroni si lega strettamente alla realtà da cui è partito. Castenedolo, infatti, è un Comune che aderisce al Coordinamento per la Pace e la Cooperazione Internazionale, un ente impegnato a promuovere una cultura dell'incontro. Il suo viaggio diventa così una testimonianza vivente dell'impegno della sua comunità.
La sua storia insegna che la pace non nasce solo dai grandi vertici internazionali, ma anche e soprattutto dai gesti individuali, dalla volontà di muoversi per primi verso l'altro, con la pazienza e la fiducia di chi sa che ogni passo, per quanto piccolo, può fare la differenza.
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