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Brescia mercoledì 15 luglio 2026

Garda

Agrivoltaico a Lonato: 79 ettari di campi nel mirino, l'opposizione chiede chiarezza

L'opposizione "Lonato Insieme" lancia l'allarme: "Rinnovabili sì, ma non a scapito del suolo agricolo". Il sindaco Bianchi promette massima attenzione.

Elena Consoli

Illustrazione a corredo: Agrivoltaico a Lonato: 79 ettari di campi nel mirino, l'opposizione chiede chiarezza

L'ombra dei maxi-impianti sull'agricoltura: Lonatesi in allarme per 79 ettari di campi

Duplice progetto agrivoltaico nel Bresciano: l'opposizione chiede chiarezza e programmazione. Il sindaco: "Valutiamo attentamente".

Lonato del Garda (BS) – Due maxi-progetti agrivoltaici, per un totale di circa 79 ettari di terreno agricolo, rischiano di stravolgere il paesaggio e l'economia locale di Lonato del Garda. Le iniziative, una in località Cassetta di Sopra (23,2 MWp su 42 ettari) e l'altra a Esenta (19,27 MWp distribuiti su 37,17 ettari, con sistema di accumulo da 6,5 MW), hanno acceso un forte dibattito politico e sociale.

L'opposizione, rappresentata dal gruppo "Lonato Insieme" e dal Partito Democratico, ha presentato un'interpellanza urgente al Comune, chiedendo un quadro completo e trasparente degli interventi in corso o in fase di autorizzazione. Le preoccupazioni vertono non solo sull'estensione dei terreni agricoli coinvolti, ma anche sulla reale natura dei progetti e sulla loro compatibilità con il territorio.

I consiglieri di minoranza sollevano dubbi significativi riguardo alla dicitura "agrivoltaico", temendo che si tratti in realtà di parchi fotovoltaici su suolo agricolo, data la presenza di recinzioni, cabine e aree dedicate all'accumulo energetico. La Provincia di Brescia stessa ha richiesto integrazioni sostanziali per il progetto di Esenta, mettendo in discussione la natura agricola dell'operazione.

Un altro punto cruciale riguarda la valutazione degli impatti cumulativi. I pareri tecnici relativi ai due impianti sono stati emessi in date diverse (dicembre 2025 per Cassetta di Sopra e marzo 2026 per Esenta), sollevando il timore che gli effetti combinati dei due progetti sul paesaggio, sulla biodiversità e sulle infrastrutture non siano stati adeguatamente considerati. L'opposizione chiede se sia stata condotta una valutazione complessiva degli impatti e se il Comune disponga di un Piano Energetico Comunale o altri strumenti di programmazione per guidare lo sviluppo delle energie rinnovabili.

Particolarmente critica la situazione della frazione di Esenta, già individuata per la realizzazione di un depuratore del Garda, che si troverebbe così al centro di ulteriori opere di forte impatto. "La domanda è inevitabile: chi sta valutando l’effetto complessivo di tutti questi interventi sul territorio di Lonato?", chiedono i consiglieri, sottolineando come la valutazione "progetto per progetto" senza una visione d'insieme rischi di compromettere la qualità della vita dei residenti e l'identità agricola e paesaggistica del comune.

Il sindaco Nicola Bianchi, pur dichiarandosi non contrario alle energie rinnovabili, ha espresso perplessità di fronte alle dimensioni dei progetti proposti. Pur ribadendo che nessuna decisione è stata ancora presa e che l'iter autorizzativo è nelle fasi iniziali, il primo cittadino ha assicurato che l'amministrazione si muoverà per valutare attentamente le opere, con particolare attenzione al loro rapporto con l'eventuale depuratore. "Non siamo contrari alle energie rinnovabili", concludono da Lonato Insieme, "ma chiediamo che vengano realizzate con criterio, privilegiando prima tetti, capannoni, parcheggi, aree dismesse e superfici già compromesse, invece di occupare grandi estensioni di terreno agricolo".

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