Orso "goloso" semina il panico: apiario distrutto, milioni di api morte in Val Camonica!
Un plantigrado mette a ferro e fuoco Malga Licinio: perdite ingenti per l'apicoltore Sergio Zippoli. Crescono le segnalazioni di orsi in provincia.

Una fame di miele che si è trasformata in devastazione. È un bilancio pesantissimo quello lasciato dal passaggio di un orso in un apiario a Malga Licinio, nel cuore della Val Adamè, nel territorio di Saviore dell'Adamello. Nella notte tra sabato 11 e domenica 12 luglio, il plantigrado ha distrutto circa 15 arnie dell'apicoltura di Sergio Zippoli, causando una vera e propria strage: si stima che milioni di api siano morte.
L'orso, a quanto pare, ha agito con un unico obiettivo: il miele, quest'anno particolarmente abbondante e di alta qualità. Le arnie sono state rovesciate e letteralmente devastate per raggiungere il dolce bottino. Le colonie di api sono andate quasi totalmente perse. Per gli insetti sopravvissuti all'attacco, la sorte non è stata migliore: rimasti senza protezione, sono stati esposti al freddo, alla pioggia e al vento.
Un colpo durissimo dopo 25 anni
Per l'apicoltore, Sergio Zippoli di Romanengo (Cremona), si tratta di un evento sconvolgente e senza precedenti. "Da 25 anni durante il periodo della fioritura del rododendro ci trasferiamo a Malga Licinio", ha spiegato. "È la prima volta che subiamo una devastazione simile". Ogni estate, Zippoli pratica l'apicoltura nomade, trasferendo parte delle sue colonie in alta quota per seguire le fioriture alpine e produrre mieli pregiati, un lavoro che gli è valso anche riconoscimenti internazionali.
Un'emergenza che si allarga
L'attacco a Malga Licinio è solo l'ultimo di una serie di episodi che testimoniano una presenza sempre più massiccia dell'orso sulle montagne bresciane. Secondo i dati della Polizia Provinciale, dall'inizio del 2026 sono già state registrate 50 segnalazioni tra Val Camonica, Val Sabbia e Val Trompia. Negli ultimi giorni, nella sola Alta Valle Camonica si erano già verificati danni ad altri tre apiari.
Gli agenti della Polizia Provinciale hanno avviato gli accertamenti per risalire all'esemplare responsabile della devastazione. L'ipotesi è che possa trattarsi di un orso di origine slovena, cresciuto in Trentino e poi spostatosi nel Bresciano. L'episodio riaccende con forza il tema della difficile convivenza tra i grandi carnivori, tornati a popolare stabilmente le Alpi, e le attività umane.
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