'Suo marito defunto era un rapinatore': la telefonata che ha svuotato la casa di un'anziana, ma la fuga è finita male
Una scusa surreale, un furto di gioielli e un arresto rocambolesco: tre uomini finiscono in manette a Torino dopo aver raggirato una donna a Brescia.

Una telefonata dall'aggancio surreale, quasi diabolico. Dall'altra parte della cornetta, una voce che si spaccia per un membro delle forze dell'ordine informa un'anziana signora di Brescia che il suo defunto marito sarebbe stato implicato in una rapina in gioielleria. È l'inizio di una truffa ben orchestrata, finita però con le manette per tre uomini.
Il piano dei truffatori
Secondo la ricostruzione degli investigatori della Polizia di Stato, tutto parte da quella telefonata. I malviventi, un uomo di 39 anni e due complici di 20 e 22, riescono a convincere la donna della necessità di "accertare la provenienza" dei gioielli in suo possesso. Poco dopo, uno dei tre si presenta alla porta dell'abitazione della vittima, qualificandosi come "maresciallo dei carabinieri", per ritirare il bottino: un borsello pieno di monili d'oro. Una volta ottenuti i preziosi, i tre sono fuggiti in auto in direzione di Torino.
L'arresto a Torino
La loro fuga, però, non è passata inosservata. Una pattuglia della Squadra Mobile di Torino ha notato l'auto procedere con continui e sospetti cambi di corsia e ha deciso di intervenire. Il veicolo è stato bloccato nel parcheggio della stazione ferroviaria Rebaudengo-Fossata. Durante il controllo, i poliziotti hanno trovato il borsello con la refurtiva, nascosto sotto un sedile anteriore.
La situazione è degenerata quando il 39enne ha tentato una fuga disperata, aprendo la portiera e scagliandosi contro gli agenti. Ne è nata una colluttazione in cui i poliziotti sono stati colpiti e fatti cadere, ma sono comunque riusciti a bloccare l'uomo, che è stato denunciato anche per resistenza a Pubblico Ufficiale.
Droga e altre schede SIM nelle abitazioni
Le indagini non si sono fermate all'arresto. Le perquisizioni successive nelle abitazioni dei tre hanno portato ad ulteriori scoperte. A casa del 20enne sono stati trovati altri monili d'oro, mentre nel domicilio del 22enne sono state sequestrate diverse schede SIM e circa 100 grammi di hashish. Quest'ultimo è stato quindi denunciato non solo per la truffa, ma anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
La Polizia di Stato ha colto l'occasione per ribadire l'importanza della massima prudenza, invitando i cittadini, in particolare le fasce più deboli, a diffidare da chiunque si presenti chiedendo denaro o preziosi a nome delle forze dell'ordine e a contattare sempre il 112 in caso di dubbi.
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