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Brescia mercoledì 15 luglio 2026

Brescia città

Bomba chimica nell'ex Caffaro: 5 kg di acido picrico esplosivo neutralizzati all'ultimo minuto!

Neutralizzati 5 chili di sostanza pericolosa nell'area ex Caffaro. Evitata un'evacuazione di massa grazie all'intervento di artificieri e Vigili del Fuoco.

Marco Bertolini

Illustrazione a corredo: Bomba chimica nell'ex Caffaro: 5 kg di acido picrico esplosivo neutralizzati all'ultimo minuto!

Un potenziale disastro è stato evitato nell'ex zona industriale Caffaro di Brescia grazie all'intervento degli artificieri e dei Vigili del Fuoco, che hanno neutralizzato circa cinque chilogrammi di acido picrico, una sostanza altamente esplosiva. Il materiale è stato rinvenuto in un laboratorio dismesso di via Francesco Nullo, in condizioni ritenute estremamente pericolose.

L'acido picrico, essiccato e cristallizzato, si trovava in uno stato di elevata instabilità, sensibile a urti, vibrazioni e variazioni di temperatura, con un potenziale distruttivo paragonabile a diversi chilogrammi di tritolo. L'allarme è stato lanciato dal direttore generale del CoGePir (Consorzio Gestione Pirotecnici), Piervittorio Trebucchi, dopo aver visionato le immagini inviate dalla società ACR Reggiani, impegnata nelle operazioni di bonifica dell'area. "Ho chiesto di bloccare immediatamente il cantiere, allontanare il personale e di allertare Artificieri e Vigili del Fuoco. Con il caldo di questi giorni il rischio di un'esplosione spontanea era altissimo", ha dichiarato Trebucchi.

Sul posto sono prontamente intervenuti le forze dell'ordine e i Vigili del fuoco, che hanno informato la Prefettura di Brescia. Tra le ipotesi iniziali vi era anche quella di un'eventuale evacuazione di un'area di circa un chilometro e mezzo attorno al sito, ma la rapida gestione dell'emergenza ha reso tale misura non necessaria.

La neutralizzazione è stata affidata alla Torpex Spa, società specializzata e braccio operativo del CoGePir, con un team guidato da Danilo Coppe, noto come "Mr. Dinamite". Dopo la messa in sicurezza, il materiale è stato trasportato in una cava appositamente evacuata e fatto brillare in condizioni controllate.

Il caso bresciano solleva preoccupazioni riguardo alla presenza di sostanze esplosive dimenticate in laboratori, università e siti industriali, come evidenziato dal CoGePir. L'episodio richiama i recenti incidenti con vittime avvenuti in altri stabilimenti italiani, rafforzando la richiesta di maggiori controlli e prevenzione. Viene ricordato che l'acido picrico, secco, diventa estremamente instabile e raccomanda di non toccare o aprire contenitori sospetti, ma di isolare l'area e allertare immediatamente le autorità competenti.

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